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Penna vagabonda di Virgilio Lilli

21 Maggio 2019 by Daniele Imperi Lascia un commento

Penna vagabonda di Virgilio LilliGiornalista e scrittore, Virgilio Lilli fu un inviato speciale chiamato a testimoniare avvenimenti in ogni parte del mondo. E lo ha fatto già a partire dal 1935, quando aveva appena 28 anni. Dai suoi viaggi ha saputo cogliere ciò che nessun altro sarebbe stato in grado di percepire. E ancora oggi Penna vagabonda è l’unica testimonianza di un giornalismo pulito al di fuori della sensazione e dello scoop gratuito.

Perché Virgilio Lilli è andato là dove nessuno si sognerebbe di andare. Ha toccato con mano il male e il dolore di cui ha descritto, ha vissuto gli avvenimenti che hanno fatto la storia contemporanea, ha assaporato la vera essenza dei popoli di cui ha poi narrato in Penna vagabonda.

Se un giro del mondo può esser fatto in 80 giorni nella finzione letteraria, lo stesso giro del mondo è stato fatto in quattro tappe nella cruda realtà. Non in pallone, ma in nave, in aereo e in treno. Senza battere alcun record né vincere scommesse, ma annotando e ricordando ciò che di più curioso, bizzarro, strano e sconosciuto ha potuto incontrare.

Penna vagabonda è un resoconto di viaggio, una raccolta di racconti di viaggio, ma anche un diario scritto con passione. È giornalismo ma anche letteratura, non perché contenga invenzioni o personaggi fittizi, ma perché è un giornalismo che è andato oltre la notizia, che ha mantenuto, a differenza di quello odierno, un’umanità e una sincerità a cui non siamo abituati.

Ci ha lasciato un’opera unica che è una fotografia dei decenni passati. E queste quattro tappe sono iniziate dal Giappone per passare poi negli Stati Uniti, continuando con l’Europa e finendo in Cina, con intermezzi italiani.

Giappone di ferro e di carta

Il Giappone come forse non l’avevamo visto. Virgilio Lilli ne ha preso l’essenza, elogiando l’educazione di quel popolo, illustrandone le abitudini e il modo di vestire. Accanto a questo c’è la tragedia immane di Hiroshima. Raccontata da chi l’ha vissuta, dai superstiti che Virgilio Lilli ha incontrato.

L’America è una macchina

Dell’America ha colto la semplicità ma anche l’assurdo. Ne ha individuato i punti di forza, ma anche le stranezze. È andato in cerca di quegli eventi, di quelle situazioni, di quei comportamenti che più di ogni altra cosa avrebbero rappresentato al meglio il popolo americano.

Vecchia Europa

Ha parlato del Portogallo, della Francia, del Belgio, della Germania e della Danimarca, dell’Inghilterra e del Galles, dell’Olanda e poi della Svezia e della Norvegia. Di tutti questi paesi ci ha rivelato ciò che non sapevamo. Della nostra vecchia Europa ci è stato svelato qualche segreto in più.

Guerra in Cina

La tappa più difficile e drammatica è stata senza dubbio quella cinese. Ai tempi della guerra civile, ai tempi di Ciang-Kai-Scek, Virgilio Lilli scorrazzava per quel paese con il suo interprete, in mezzo al pericolo e alla miseria. E di questo pericolo ha narrato, del coprifuoco e del rischio di essere fucilati in strada. E della miseria ha dipinto il suo aspetto più crudo e crudele, dalla vita dei poveri ai migliaia di cadaveri di bambine gettati nel fango, alla massa di gente accalcata e soffocata per avere una sfoglia d’oro.

Penna vagabonda racconta e commuove. Lascia un segno indelebile che nessun giornalismo ora saprebbe fare. Virgilio Lilli è stato un giornalista che si è spogliato del giornalismo di prima pagina e ha preferito indossare gli stessi abiti di chi ha scritto.

È per questo che un libro come Penna vagabonda rimarrà indimenticabile. Perché è come leggere una raccolta di storie, ma con la consapevolezza che si tratta della realtà. Perché la sua scrittura è quella nata dalla penna, non ha decorazioni, non deve sconvolgere, ma deve rappresentare. È un libro, ma è anche una fotografia del nostro mondo. Puro. Reale.

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Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.
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