I miei libri

I libri che ho letto

  • Home
  • Eventi
  • Info
  • Privacy e cookie
Ti trovi qui: Home / Recensioni / Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley

Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley

19 Settembre 2017 by Daniele Imperi Lascia un commento

Frankenstein di Mary Wollstonecraft ShelleyFrankenstein ovvero il Prometeo moderno

Il nome di Frankenstein ha da sempre suscitato in noi l’orrore più cupo e le più cupe paure. Lo abbiamo sempre associato a un mostro, a un’aberrazione umana creata con membra di cadaveri rubati nei cimiteri.

Il suo nome è per noi legato a un fantascientifico laboratorio in cui un pazzo scienziato, aiutato da un servitore, riporta in vita un mosaico di carne umana instillando in quelle fredde membra la scintilla vitale, grazie alla corrente e all’energia provenienti da un fulmine.

Tutta questa iconografia relativa a Frankenstein deriva dalle tante trasposizioni cinematografiche che nel corso della storia del cinema si sono succedute, una dietro l’altra, nel vano tentativo di rendere visibile e quantomeno vivo il capolavoro di Mary Shelley.

Che cosa sia passato per la mente dei registi mentre trasformavano in celluloide le loro idee bizzarre, offrendo al pubblico un’immagine errata della storia, si ignora. Sin dal primo cortometraggio, “Frankenstein” del 1910, che rappresenta una totale riscrittura dell’opera della scrittrice londinese, le altre pellicole contengono elementi del romanzo, talvolta modificati, adattati alla sceneggiatura, ma mai totalmente fedeli.

Forse l’ultimo tentativo, quello del 1994 interpretato da Robert De Niro, contiene una percentuale maggiore di fedeltà al romanzo, ma la fantasia del regista ne ha comunque modificato parecchi aspetti. A questo link vengono riportate le differenze fra il romanzo e il film, anche se non del tutto veritiere, come quella su Justine Moritz.

Non ritengo Frankenstein una storia dell’orrore, né una storia di fantasmi, che non compaiono minimamente nel romanzo. L’orrore, in Frankenstein, è da ricercare nell’uomo, non nel mostro, è da ricercare nelle sue azioni e nei suoi intenti, non nell’essere senza nome che egli ha creato.

E’ un romanzo gotico, poiché contiene gli elementi del genere. Ma Frankenstein è, principalmente, una storia drammatica, una storia di dolore e di sciagure che nascono per le eccessive ambizioni di Victor von Frankenstein.

Non c’è posto, nel romanzo, per il laboratorio fantascientifico dello scienziato, ormai a tutti noto grazie al cinema. Un laboratorio c’è, certo, ma l’autrice parla più spesso di strumenti chimici, di duro lavoro, di galvanismo, non spingendosi mai, tuttavia, in più approfondite descrizioni, perché non è quello il punto centrale della storia, non è la fantascienza né l’horror che si vuole narrare, bensì uno degli aspetti della natura umana.

Non c’è posto per Igor, né per nessun altro servitore che accompagna Frankenstein nelle visite al cimitero per rubare cadaveri. Così come non c’è posto per passionali scene d’amore, inserite tanto per allungare il brodo, per consumare pellicola.

Frankenstein va ben oltre. E’ un romanzo di riflessione. E’ una tragedia che comincia lentamente sin dalle prime pagine, che lentamente si forma e si delinea fino ad aumentare d’intensità, fino a raggiungere l’apice per poi consumarsi nell’inevitabile fine.

E’ un incubo, di questo siamo certi. Perché Frankenstein rappresenta le paure umane, il terrore di perdere ciò che ci è più caro, di vedere infranti i propri sogni e il proprio futuro. Ma Frankenstein rappresenta anche i limiti a cui può spingersi l’uomo e la sua brama di manipolare la natura e le sue leggi, rappresenta i limiti che impongono all’uomo di abbandonare la sfida al normale corso dell’esistenza.

Sì, forse è giusto che il nome di Frankenstein venga associato alla figura del mostro. Ma il mostro non è da ricercare nell’essere a cui il proprio creatore non dà un nome, bensì nel creatore stesso: colui che mette al mondo qualcosa che doveva essere lasciato sottoterra, qualcosa che non avrebbe dovuto essere riportato in vita.

È Victor von Frankenstein il vero mostro, l’artefice del proprio destino e del destino dei suoi familiari. E’ lui stesso l’immagine della rovina, del crollo della sua casa, intesa come famiglia e luogo di affetti. Frankenstein piange se stesso, perché causa del suo male.

Il capolavoro di Mary Wollstonecraft Shelley può anche intendersi come un romanzo epistolare. Apprendiamo dalle lettere di questa straordinaria e impossibile storia. E’ tramite delle lettere che il narratore, Walton, ci racconta- o meglio racconta a sua sorella- queste terribili vicende. Un romanzo in forma epistolare, godibile dalla prima all’ultima pagina, con un crescendo di pathos e di dolore, di angoscia e di miseria, fino alla stasi finale, quando le tenebre inghiottono per sempre ogni traccia di ciò che fu.

  • Frankenstein
    di Mary Wollstonecraft Shelley (tit. orig. Frankenstein or the Modern Prometheus)
  • Edizione CDE su licenza Edizioni Theoria
  • agosto 1995
  • 266 pagine

Articoli correlati:

Il complotto di Frankenstein di Massimo PolidoroIl complotto di Frankenstein di Massimo Polidoro Virginia e gli uomini mostro di Edgar Rice BurroughsVirginia e gli uomini mostro di Edgar Rice Burroughs Dracula di Bram StokerDracula di Bram Stoker Ingraham di Colin AndrewsIngraham di Colin Andrews

Archiviato in:Recensioni

Info Daniele Imperi

Sono un blogger e web writer che scrive e legge ogni giorno. Penna blu è il mio blog principale, un luogo aperto in cui parlare di scrittura, blogging, editoria e lettura.
Ho creato Edgar Allan Poe e Aerosito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

I miei libri

I miei libriLe donne hanno le scarpe e io ho i libri: ognuno ha il feticismo che si merita!

Sponsor

Cormac McCarthy Edgar Allan Poe Penna Blu F. T. Marinetti

Articoli recenti

Le Corbusier: A Life

Le Corbusier: A Life

Un’indagine profonda e a tratti impietosa sul maestro del modernismo, dove il genio creativo si intreccia con le ombre personali in una delle più complete biografie mai scritte su Le Corbusier.

Architettura e felicità

Architettura e felicità

Un viaggio filosofico attraverso case, palazzi e chiese per scoprire come l’architettura influenza il nostro stato d’animo e perché la bellezza degli spazi che abitiamo è fondamentale per la nostra felicità.

The Battle of the Atlantic: How the Allies Won the War

La battaglia decisiva della seconda guerra mondiale. Come gli alleati hanno sconfitto i Nazisti sull’Atlantico

“The Battle of the Atlantic: How the Allies Won the War” di Jonathan Dimbleby – Un’analisi del ruolo cruciale giocato dalla battaglia dell’Atlantico nel determinare l’esito della Seconda Guerra Mondiale.

D-Day. La battaglia che salvò l'Europa

D-Day. La battaglia che salvò l’Europa

“D-Day: The Battle for Normandy” di Antony Beevor – Una descrizione completa e dettagliata dello sbarco in Normandia e delle sue conseguenze.

Stalingrado

Stalingrado: La battaglia che segnò la svolta della Seconda Guerra Mondiale

“Stalingrad” di Antony Beevor – Un resoconto dettagliato della battaglia di Stalingrado, uno dei punti di svolta della guerra.

Ultimi articoli

  • Michelangelo architetto
  • Le città invisibili
  • Pensare l’architettura
  • La città nella storia
  • Complessità e contraddizioni nell’architettura
  • New York Delirious di Rem Koolhaas
  • Enzo Gentile presenta a Milano il libro su Ludovico Einaudi
  • Una autobiografia
  • La sesta estinzione. Una storia innaturale
  • Storia dell’architettura moderna

Commenti recenti

  • Igor su Afritania di Dario Tonani
  • ugo su L’impresa di Quebec di Kenneth Roberts
  • Daniele su Fiabe del Reno di Clemens Brentano
  • Simonetta su Fiabe del Reno di Clemens Brentano
  • Daniele su Fiabe del Reno di Clemens Brentano

Tag

Amazon Architettura Autopubblicazione Biblioteche Bologna Bolzano Campania Caserta Corsi Daniele Imperi Dati E-book Festival Italo Calvino Milano Mostre Napoli Pandemia Presentazioni Roma Salerno Scrittura Seconda guerra mondiale

Alla faccia dei pinguini

  • Amazon libri
  • IBS
  • Hoepli
  • Rizzoli
  • Il giardino dei libri
  • La Feltrinelli
  • Libreria universitaria
  • Libraccio
  • Mondadori
  • Libreria scolastica

Copyright © 2008–2026 Pieru · Accedi