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Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick

20 Aprile 2018 by Daniele Imperi Lascia un commento

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. DickIl romanzo da cui è stato ispirato il film Blade Runner. Ma in quest’opera di Dick c’è molto più di quanto visto nel film. La storia riesce a entrare molto in profondità nel mondo futuro immaginato dall’autore, con interessanti – anche se sconvolgenti – dettagli sull’aspetto religioso e sulla vita domestica della società futura.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? è un romanzo che ci porta in un futuro forse non troppo immaginario, sicura conseguenza del comportamento umano dei tempi odierni. Dick riesce ad andare maledettamente vicino a una realtà che già oggi è possibile concepire.

L’aspetto fantascientifico

Siamo negli anni ’90, non troppo avanti rispetto a quando è stato scritto il romanzo e non troppo indietro rispetto a oggi. Gli eventi narrati da Dick non si sono verificati, ma potrebbero verificarsi. I presupposti ci sono tutti.

Il mondo futuro è ben delineato in Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Già dall’incipit del romanzo il lettore si trova di fronte a una società moderna, forse troppo, che ha abbandonato la spontaneità prettamente umana per circondarsi di congegni in grado di interagire con la mente e l’animo.

I robot, gli androidi, così come la colonizzazione di Marte, sono all’ordine del giorno. E ci si chiede fino a che punto siano umani e fino che punto gli umani siano divenuti dei robot.

L’aspetto religioso

In Ma gli androidi sognano pecore elettriche? c’è un’inquietante lato della società dell’epoca che può essere letto, forse, come una sorta di ammonimento: la storia non cambierà e l’uomo sentirà sempre il bisogno di attaccarsi a un qualcosa di superiore.

Non importa quali retroscena emergano poi, alcuni miti avranno sempre la forza di sopravvivere, anche alla menzogna.

L’intero aspetto religioso è caratterizzato alla perfezione. Leggendo sentiamo i timori dei personaggi, i loro conflitti interiori, i loro dubbi.

L’aspetto sociale

La società appare dipinta coi giusti dettagli. Come anche in Ubik, ritroviamo una tecnologia d’avanguardia affiancata a strumenti e oggetti antiquati, almeno per un’epoca futuristica.

Tuttavia tutto appare ben amalgamato, quasi come un retrofuturo, che va visto come un forte attaccamento dell’uomo per quelle cose che hanno rappresentato il suo mondo per secoli e sono divenute delle pietre miliari.

Le differenze con Blade Runner

Il film punta più sull’azione e sul lato “robotico” della storia, eliminando la parte sulla religione e quella – altrettanto importante – sulla vita domestica e sulle abitudini dell’uomo dell’epoca, mentre Ma gli androidi sognano pecore elettriche? si concentra su tutti gli aspetti del mondo degli anni ’90.

Blade Runner è quindi un film di fantascienza d’azione, mentre Ma gli androidi sognano pecore elettriche? è sì d’azione – non è un romanzo statico che annoia, anzi la lettura procede spedita perché il romanzo riesce a incuriosire il lettore e a non farlo smettere di leggere – ma anche di riflessione, cosa che manca nel film.

Un titolo curioso

Di certo il film Blade Runner non poteva mantenere lo stesso titolo scelto da Dick, proprio a causa dei tagli avvenuti nella storia. Per chi leggerà il romanzo le pecore elettriche trovano un senso e il titolo, se da una parte curioso, va a ricollegarsi al finale della storia.

Ma magari non era questo l’intento di Dick, quanto quello di portare androidi e umani su uno stesso piano e al contempo sottolinearne le sostanziali differenze.

  • Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick (tit. orig. Do Androids Dream of Electric Sheep?)
  • Fanucci
  • 238 pagine
  • febbraio 2012

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