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Non c’è mondo di Riccardo Coltri

30 Aprile 2019 by Daniele Imperi Lascia un commento

Non c'è mondo di Riccardo ColtriPrimo romanzo dell’autore del capolavoro horror La corsa selvatica, una storia che si basava sul fantastico italiano, attingendo ai miti e alle leggende del nostro paese, in un quadro storico ben preciso: i primi anni del Regno d’Italia.

In questa prima opera dell’autore siamo invece ai giorni nostri, anche se Coltri crea un interessante intreccio con la storia di Romeo e Giulietta. Le vicende del protagonista Roberto Crinti si legano a quelle della coppia shakespeariana e a quelle di un’altra coppia del suo periodo.

Siamo molto lontani dalla forza del suo ultimo romanzo, La corsa selvatica, anche se qui si comincia a delineare lo stile che ha contraddistinto l’autore nelle sue pubblicazioni successive, Zeferina e il racconto Venim etiam dell’antologia Carnevale.

Ci sono esperimenti stilistici che, se da un lato rallentano un po’ la lettura, dall’altro credo siano serviti a formare lo scrittore, dando al suo linguaggio un’impronta inconfondibile. In Non c’è mondo lo stile ancora non trasporta come nelle altre opere, anche se intuiamo una ricerca dell’autore nel volersi discostare da altri stili e affermarne uno proprio.

Si possono notare dei piccoli particolari che secondo me sono propri di un autore alle prime armi. Il nome del protagonista, Roberto Crinti, ha le stesse iniziali dell’autore e suona come l’Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe. Come se lo scrittore volesse partecipare, in un certo senso, al suo stesso romanzo. E che dire del don Coltri che fa la sua comparsa nella storia?

Il romanzo ha comunque una sua forza, non annoia, anzi ha un buon ritmo. Le atmosfere sono cupe, tenebrose, ma non pesanti. Nel modo di descrivere le azioni troviamo un Coltri acerbo, ma già padrone del linguaggio.

Tutta la storia, anche se ambientata per la maggior parte ai nostri tempi, è avvolta dal mistero e da un’aura di leggenda. Questa sarà una caratteristica di Riccardo Coltri, che ritroviamo anche nel suo racconto in Carnevale.

Come se per l’autore ogni mondo nascondesse un angolo fantastico, soprannaturale. Non c’è storia, altrimenti, al di fuori di esso. Non c’è mondo, anzi, oltre quello della fantasia.

  • Non c’è mondo di Riccardo Coltri
  • Bonaccorso Editore
  • 110 pagine
  • giugno 2001

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